Il Pozzo del Vicolo Scapocollatore

Il pozzo del vicolo Scapocollatore è uno dei più grandi pozzi della città di Todi. I documenti d’archivio ce ne parlano come di un pozzo pubblico da cui era possibile attingere acqua attraverso una vera situata lungo via della Piana. La vera venne demolita in tempi recenti per permettere il transito dei mezzi a motore ma la sua parte posteriore ancora esiste inserita nella muratura accanto al n. civico 95.

La caratteristica principale del pozzo è di non avere pianta rotonda ma semicircolare con diametro di 3,51 m. Tale particolarità è dovuta al fatto che durante lo scavo venne intercettato il grande muro in opera cementizia con rivestimento in blocchetti di pietra calcarea (opus vittatum) su cui poggiava l’edificio scenico del teatro romano. Questo imponente monumento con i suoi 83 m di diametro era uno dei più grandi edifici da spettacolo di epoca romana della regione. I suoi resti sono ancora oggi visibili negli scantinati e nei pozzi delle abitazioni della zona della città compresa tra piazza del Montarone e via del Seminario Vecchio.

L'interno del pozzo
L’interno del pozzo

Essendo chiusa la principale apertura di attingimento dell’acqua, oggi il pozzo è accessibile soltanto attraverso un’abitazione privata i cui proprietari in passato si erano dotati di una vi di approvvigionamento idrico privilegiata aprendo nella muratura romana a suon di scalpello un passaggio dalla loro cantina sino al pozzo. Il canale di troppo pieno per lo smaltimento dell’acqua in eccesso venne realizzato sfruttando parte dell’antico cunicolo che convogliava via l’acqua piovana caduta nelle gradinate e nell’orchestra del teatro.

Cunicolo di smaltimento delle acque piovane del teatro romano
Cunicolo di smaltimento delle acque piovane del teatro romano

La canna del pozzo è realizzata in pietre giustapposte a secco per permettere all’acqua di filtrare all’interno. Sotto al punto dove si trovava l’apertura di attingimento è presente una fascia realizzata con pietre più grandi e regolari per resistere al continuo urto dei secchi calati dall’alto. L’ambiente è coperto in alto da un complesso sistema di volte in mattoni che è stato danneggiato per permettere il passaggio di parecchie di tubature moderne. Non è possibile datare con precisione la costruzione del pozzo, ma alcuni indizi sembrerebbero indicare che venne realizzato tra il XIV e il XV sec.